venerdì 4 ottobre 2013

perche volersi suicidare

Voleva uccidersi in Comune E' senza casa e dorme in auto "Datemi lavoro, è per i miei figli" L'accorata richiesta di aiuto

La giovane mamma racconta la sua storia. Ha 3 bimbi, 32 anni, vedova da 8 anni
Giovanna Negri
Giovanna Negri
Arezzo, 4 ottobre 2013 -  “Vi chiedo solo un lavoro, sono una mamma sola e disperata, che da due giorni vive in auto perché non ha più neppure una casa”. Giovanna Negri parla con calma, seduta su una panchina di piazza della Repubblica a Montevarchi, a metà mattina, la voce si rompe spesso, spezzata dall’emozione, ma non perde mai lucidità, nonostante qualche giorno fa abbia tentato di gettarsi da una finestra del palazzo comunale di Montevarchi perché da questa settimana sfrattata dalla sua casa in affitto che si trova nel quartiere del Giglio.

“Ho 32 anni, sono vedova, disoccupata e ora vorrei solo un impiego a qualsiasi ora del giorno o della notte per poter mantenere i miei figli e reperire una stanza dove poter vivere ritrovando la dignità, che in questi giorni
purtroppo mio malgrado ho perso”. Dove vive adesso da tre giorni? “Ho sistemato provvisoriamente le mie figlie (due, di 13 e 11 anni) e mio figlio (9 anni) da mia sorella che vive qui a Montevarchi, mentre io vivo in macchina, del resto non ho più una casa”.

Come è stato possibile arrivare ad una situazione come questa?
“Sono nata e cresciuta a Napoli. E’ lì che mi sono sposata a 24 anni con un uomo meraviglioso che purtroppo è morto dopo quattro anni di matrimonio e tre figli. Così otto anni fa, disperata, sono arrivata in Valdarno, dove mi sono subito integrata e dove ho trovato una casa ed un lavoro. I problemi sono sopraggiunti da un anno e mezzo a questa parte, quando dopo la perdita dell’ultima occupazione è stato sempre più difficile andare avanti. Il resto è storia di questi giorni, la triste realtà di una donna con tre figli senza una casa né un lavoro che tenta di suicidarsi gettandosi dalla finestra del palazzo comunale fermata dal personale”.

Qual è stato il suo ultimo lavoro? 
“Avevo un impiego alla Power One lo scorso anno per alcuni mesi, ma poi purtroppo non mi hanno rinnovato il contratto e da lì è iniziata la parabola discendente che oggi mi ha portato a dormire in auto”.

Ma non ha fatto richiesta per avere una casa popolare?
“Certo che si, sono in graduatoria da otto anni, ma evidentemente ancora non ho raggiunto i parametri adeguati per ottenerla, non riesco a capire perché, non lo trovo giusto.

E’ vero, c’è tanta gente che merita una casa popolare, ma chi più di una donna che si trova nella mia situazione?”. Qualcuno l’ha aiutata in questo periodo?

“Voglio ringraziare pubblicamente le insegnanti e la preside delle scuole delle mie figlie, sono state persone eccezionali che mi hanno dato tanto aiuto, inoltre ho ricevuto viveri e vestiti dalla Caritas, non potevo fare altrimenti”.

Da quando la sua storia personale è gioco forza passata alla ribalta delle cronache dei media si è mosso qualcosa? Le hanno offerto un lavoro? “Grazie a Dio qualcosa parrebbe essersi mosso, in questi giorni dovrei vedere qualcuno per parlare, ancora però niente di concreto, se qualcuno infatti mi sta ascoltando sappia che sto disperatamente cercando lavoro, è per il bene dei miei figli, solo e soltanto per questo”.

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