RUSSIA-G20-SUMMITBarack Obama (foto Getty Images) aspetta il via libera del Congresso per bombardare “selettivamente” la Siria, rea di avere usato “armi chimiche”, anche se al momento gli ispettori Onu non hanno riscontrato alcuna prova. Navi russe e cinesi sono già nel Mediterraneo, pronte a dare sostegno al governo diAssad che, dopo due anni di guerra civile, stava sconfiggendo i cosiddetti ribelli. Israele e il mondo arabo seguono la questione da vicino, per ragioni sia strategiche che naturalmente geografiche.
Le premesse per lo scoppio di una terza guerra mondiale, purtroppo, ci sono tutte. Che ruolo giocherà l’Italia? Il governo Letta è sin qui rimasto ambiguo. Naturalmente si è schierato con Barack Obama, facendo però capire che non ci sono le condizioni per un intervento militare. Parole, tatticismo, ipocrisia. La verità è che, nonostante l’articolo 11 della Costituzione, l’Italia farà quello che gli Stati Uniti le chiederanno di fare, come già successo con la ex Jugoslavia, l’Afghanistan e l’Iraq.
Il nostro paese, trovandosi al centro di quella polveriera che sta diventando il Mediterraneo, ha una posizione assolutamente strategica. Secondo l’autorevole “The Guardian”, le basi Nato presenti in Italia ospitano addirittura 70 bombe atomiche, distribuite tra Aviano e Ghedi. L’accusa è di quelle che mettono brividi, anche se i tg e la nostra stampa l’hanno completamente snobbata.
Le bombe atomiche custodite in Italia hanno una potenza che fa impallidire quelle sganciate aHiroshima: 30 volte maggiore! Non solo: le testate verranno adeguate per essere trasportate sugli F35, sempre secondo The Guardian. Per fare ciò, Obama ha investito 11 miliardi di dollari.
ARTICOLO 11 DELLA COSTITUZIONE (ancora in vigore)
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.