Violenza politica di sinistra: a Milano quasi ci scappa il morto
La cronaca della vicenda è tanto semplice quanto incredibile. Dopo una discussione per motivi politici, il ragazzo viene pestato a sangue sia all’interno dell’università che all’esterno nei pressi del portone, da un branco di venti “leoni” dell’area antagonista. Il pestaggio è talmente violento che gli aggressori ritengono che la vittima sia morta. Per non farsi mancare nulla, i nostri leoni rossiminacciano due testimoni. Finalmente oggi la polizia arresta due dei colpevoli, degli “studenti” di 30 e 26 anni, vicini al gruppo che occupa alcuni locali dell’università.
Alla vittima e alla sua famiglia va l’incondizionata solidarietà di chi scrive a cui senza dubbio si sommerà quella di tutti i lettori.
In questa vicenda ci sono troppi elementi che devono far indignare chiunque abbia un minimo di senso civico. Innanzitutto la violenza fisica usata per imporre idee politiche: tipica della sinistra, non per nulla la celeberrima frase di Voltaire “Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere” è una bandiera della destra liberale. Passando poi per il coraggio di affrontare in ventiuna sola persona e per l’ipocrisia di una sinistra che si erge a difensore di ideali quali la libertà d’opinione e la non violenza, ma che tali ideali li infrange in continuazione. C’è anche una nota tragicomica: lo “studente” di 30 anni che forse dovrebbe dedicare più tempo allo studio invece che occupare edifici pubblici. E per finire l’atteggiamento mafioso di questi antagonisti che per imporre il loro “controllo del territorio” non esistano a picchiare e a minacciare.
Ma la condanna dell’episodio sarebbe incompleta se non accusassimo i protettori politici di questi individui. E questi protettori siedono a Palazzo Marino. Che il mondo che gravita attorno ai centri sociali abbia lavorato sodo per far eleggere l’attuale giunta è cosa risaputa, e la giunta Pisapia per sdebitarsi vuole dare una sede al Leoncavallo con un progetto del valore di “soli” 8 milioni di euro, ovviamente a carico dei cittadini. Questo atteggiamento accondiscendente verso un mondo che fa dell’illegalità la sua bandiera, è ciò che crea le basi per incidenti come questo. Non possono essere tollerate zone franche in cui la legge è quella decisa dal mafiosetto di turno: sia questo il delinquentello che comanda negli edifici popolari decidendo chi vi alloggia, sia esso lo “studente” 30enne che ha piantato le tende in un edificio occupato. L’ambiguità della giunta Pisapia verso i centri sociali va fermata immediatamente e il primo atto deve essere l’archiviazione definitiva del progetto di regalare una sede al Leoncavallo.
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