venerdì 6 settembre 2013

vivisezione

E dal momento che la vittima del cancro, prima di morire, contribuisce non poco a far rialzare il mercato dei farmaci, il Drug Trust non permette ai medici naturopati di rovinargli il mercato. Così un medico che curi il cancro senza usare farmaci, sieri, raggi X, radio e bisturi, - e non può curarlo usando questi metodi "approvati" - non solo subirà infami molestie da parte della medicina ufficiale, quella sponsorizzata e protetta dai governi che ne traggono profitto, ma ancora peggio dalla FDA [Food and Drug Administration, ossia l'Amministrazione degli Alimenti e dei Farmaci, n.d.a.], dal servizio postale, dal sistema sanitario pubblico, dalla commissione federale del Commercio, e da qualsiasi altra agenzia federale sottoposta al Drug Trust che possa metterci lo zampino.
Verso la fine degli anni '40, in The Drug Story (La storia dei farmaci, oppure l...Visualizza altro
Venerdì 19 agosto 2005 il tribunale di Angelton, Texas, ha condannato la Merck & Co. a pagare 253 milioni di dollari di risarcimento alla vedova di Robert Evans, ucciso da un infarto procuratogli da un nuovo farmaco: il Vioxx. Era stato solo il primo caso di una lunga catena. Tutta la stampa mondiale che ha riportato questa notizia ne ha però omesso un'altra non meno importante; anzi, più importante ancora, che però non è permesso divulgare: cioè che ogni farmaco, per ottenere dalle autorità competenti l'autorizzazione alla vendita, deve prima essersi dimostrato innocuo in prolungate prove su animali. Sennonché, le prove su animali non hanno il minimo valore ai fini della sicurezza per l'uomo. Orbene, come mai le autorità sanitarie, incaricate dai rispettivi governi di tutelare la salute dei cittadini, non sono al corrente - o fanno finta di non esserlo - di questo fatto? Perché su tutte le informazioni riguardanti la medicina vige in tutto il mondo cosiddetto civile una pesante censura, imposta dallo strapotere dell'industria farmaceutica. Difatti, come ha dichiarato recentemente un importante funzionario dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Jonathan Quick, "le multinazionali del farmaco sono la maggiore forza politica ed economica delle nostre società". Come e quando fu imposta tale censura su tutta la grande stampa mondiale lo rivela il libro che ora avete in mano e che era apparso fin dal 1982 in vari paesi. Dapprima in inglese, poi quasi subito in tedesco per l'editore Franz Hirthammer di Monaco, dove è tuttora in stampa (2005), quindi anche in danese, finlandese, francese e giapponese. In italiano appare solo ora perché dopo la botta presa da Rizzoli per aver pubblicato nel 1976 Imperatrice nuda, dello stesso autore, non si era mai trovato prima di oggi un editore abbastanza coraggioso per pubblicarlo. PREMESSA Può sembrare assurdo pubblicare oggi per la prima volta in Italia un libro che era già stato distribuito in tutto il mondo anglofono, e oltre, fin dal lontano 1982; ma ci sono delle testimonianze la cui importanza, anziché impallidire, non fa che crescere col passare del tempo, man mano che vengono alla luce nuovi fatti. Come in questo caso. Dopo la sorprendente soppressione in Italia nel 1976 di Imperatrice nuda da parte del suo stesso editore - per le ragioni ampiamente riportate nelle susseguenti edizioni del libro - mi ero messo subito a scrivere il seguito di Imperatrice Nuda, questa volta direttamente in inglese, che ormai era diventata la mia principale lingua di lavoro. La mia modesta ma poliglotta casa editrice CIVIS in Svizzera cominciò ad annunciare questo seguito di Imperatrice nuda in inglese nel luglio 1982 e con considerevole successo, tant'è vero che ci fu subito chi volle farlo tradurre e pubblicare anche in Germania, Finlandia, Danimarca, Francia, Israele e Giappone, mentre sono attualmente in preparazione anche versioni spagnole e portoghesi. L'unico Paese in cui non ero riuscito prima di adesso a trovare un editore abbastanza ardito da pubblicarlo, visto quel che era successo nel '76 con la prima apparizione di Imperatrice nuda, era stata l'Italia. Un bel giorno, l'edizione originale di Naked Empress - così avevo intitolato questo seguito in inglese - andò esaurita, ma non potevo farlo ristampare senza aggiungervi le nuove notizie vitali scoperte nel frattempo e che non potevano assolutamente essere ignorate. Così pubblicai nel 1986 la seconda edizione, notevolmente arricchita. Intanto continuavo a raccogliere nuove notizie che ormai mi venivano inviate da tutte le parti del mondo; molte provenienti da medici. Nel 1982 apparve la terza edizione inglese aggiornata, anche questa ormai esaurita. Nel frattempo continuavo a lavorare piano piano alla versione italiana del seguito di Imperatrice nuda. Sicché questa Figlia dell'Imperatrice, che incorpora tutte le più importanti novità, compresa la preziosa disamina del professor Marco Mamone Capria dell'Università di Perugia, lungi dall'essere ancora l'opera pubblicata nel 1982 in inglese, è per l'Italia un'assoluta Novità 2006. Dall'Autore di IMPERATRICE NUDA, Hans Ruesch: LA FIGLIA DELL'IMPERATRICE _ La grande industria della malattia. Stampa Alternativa A cura e con un saggio di Marco Mamone Capria ________

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