Vladimir Putin
Il presidente russo, Vladimir Putin, è intervenuto oggi al vertice dei G20 sulla questione siriana, ribadendo: "Presumo che tutto ciò che riguarda il cosiddetto uso di armi chimiche è una provocazione da parte dei combattenti, che si aspettano aiuto dal di fuori, voglio dire l'assistenza da parte dei Paesi che li hanno sostenuti fin dall'inizio. Questa è l'essenza di questa provocazione".
"L'uso della forza in uno stato sovrano è possibile solo se si tratta di legittima difesa e, come sappiamo, la Siria non sta attaccando gli Stati Uniti, o per una decisione presa dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ... coloro che agiscono in caso contrario si mettono fuori della legge", ha continuato, senza mezzi termini, Putin.
"In questo momento, che è generalmente difficile per l'economia mondiale, sarebbe a dir poco controproducente destabilizzare la situazione in Medio Oriente", ha aggiunto.
"Si è detto che il voto è stato 50/50. Questo non è proprio così e posso dirvi chi era a favore di operazioni militari. Come sapete, si tratta di Stati Uniti, Turchia, Canada, Arabia Saudita e Francia", ha spiegato ai giornalisti.
Mentre, al contrario, Russia, Cina, India, Indonesia ("La posizione del Presidente dell'Indonesia, che è il più grande paese islamico del mondo, con una popolazione di, credo, 350 milioni di persone, mi ha sorpreso), Argentina, Brasile, Sudafrica e Italia, che racchiudono le principali economie del mondo, sono chiaramente contrari ad un intervento militare.
La Russia "aiuterà la Siria" nel caso di un attacco militare, ha detto Putin:
"Riusciremo aiutare la Siria? Lo faremo. La stiamo già aiutando, inviamo aiuti, collaboriamo nella sfera dell'economia, speriamo di espandere la nostra cooperazione nel settore umanitario, che comprende l'invio di aiuti umanitari a sostegno di queste persone - i civili - che si sono trovati in una situazione molto urgente in questo Paese".
Nel frattempo, il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, e il segretario di Stato americano, John Kerry, continueranno a discutere della situazione in Siria "nel breve periodo", anche se attualmente Russia e Usa si trovano si due posizioni differenti.
SYRIA - L'altra faccia della rivolta
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