Vivisezione: vergogna dell'umanita e Sandrino Mya hanno condiviso la foto di Hans Ruesch per l'abolizione della vivisezione. Ora.
IL CASO DEL TALIDOMIDE Prima dell'alluvione dei farmaci sintetici, i nuovi medicinali erano pochi, provenivano per lo più dalla natura, e di conseguenza i danni da medicinali erano rari; anche perché prevaleva ancora la prudente osservazione clinica, oggi trascurata in favore del metodo vivisezionista. Quest'ultimo permette alle ditte farmaceutiche di incrementare prodigiosamente gli utili, mediante il costante avvicendamento di nuovi prodotti da riversare sul mercato. Quando ha dimostrato che un nuovo farmaco è innocuo per gli animali, il fabbricante ottiene l'autorizzazione di smerciarlo per uso umano, dopo brevissime esperienze cliniche. E così anche era stato sperimentato su migliaia di animali il Talidomide: «Dopo tre anni di prove su animali, era stato ritenuto così innocuo che ne era stata approvata la libera vendita senza alcuna prescrizione medica in tutta la Germania occidentale». (Time, 23-2-1962.) Inventato dalla ditta tedesca Chemie Grünenthal, questo tranquillante non era uno dei tanti farmaci riediti sotto altra etichetta, bensì un prodotto veramente nuovo, sicché le prove preventive sugli animali — come dimostrò il processo — erano state particolarmente coscienziose ed estese. Indipendentemente dalla casa tedesca, anche varie ditte farmaceutiche d'altri paesi, come Inghilterra e Svezia, che avevano acquistato la licenza di fabbricazione del Talidomide, avevano compiuto per proprio conto estese prove sugli animali, e tutte ne avevano comprovato l'assoluta innocuità. Risultato: oltre 10.000 neonati deformi, con moncherini al posto delle braccia e delle gambe; metà nati morti, genitori colti da collasso, madri impazzite, qualcuna spinta all'infanticidio. Nel processo penale intentato contro la Chemie Grünenthal, questa fu assolta dopo che una lunga fila di eminenti medici e biologi, tra cui il premio Nobel Ernst Boris Chain, testimoniarono sotto giuramento giuridico dell'inattendibilità della sperimentazione animale. In sostanza, confermarono quanto scrisse su Lancet (1-9-1962) il dott. Raymond Green: «Dobbiamo riconoscere che anche le prove più rigorose sugli animali per stabilire l'effetto d'un nuovo farmaco non possono darci che scarse informazioni circa il suo effetto sull'uomo. Senza alcun dubbio il Talidomide era stato sottoposto alle prove più complete. Io stesso ho partecipato a esperimenti intesi ad accertare il rischio di un eventuale effetto gozzigeno (la facoltà di produrre il gozzo — N.d.A.) sull'uomo, poiché perfino un rischio così improbabile era stato contemplato dal produttore inglese... Non esistono farmaci benefici che non possono causare danni. La sperimentazione animale non può eliminare questo rischio e può impedire l'uso di ottime sostanze. Noi dobbiamo accettare certi rischi oppure — meglio ancora — fare a meno di farmaci». Vari anni dopo, i produttori pagarono un forte indennizzo ai genitori delle piccole vittime, poiché dopo tutto avevano causato la tragedia, pure essendo stati assolti in sede penale. Ma se non fosse stata ritenuta attendibile la sperimentazione preventiva sugli animali da parte delle autorità sanitarie, il Talidomide sarebbe stato provato clinicamente, con tutte le cautele del caso, su pochi individui, come si faceva in passato, e poche sarebbero state le vittime. Quindi non solo la tragedia stessa, ma anche l'ampiezza di questa era dovuta unicamente alla presunzione che la sperimentazione animale dia prove valide per l'uomo. Incredibilmente, i vivisezionisti asserirono che il caso del Talidomide dimostrava la necessità d'intensificare la vivisezione, ossia di aggiungere alle prove consuete anche nuove prove "teratogene" (riguardanti l'effetto sul feto): pure sapendo che prove attendibili non esistono, né mai potranno esistere. Se ne ebbe una riprova allorché, mentre era ancora in corso il processo penale, la Chemie Grünenthal e vari altri laboratori ripresero le prove animali del Talidomide, incrementando costantemente le dosi del farmaco: ma tutte le razze impiegate di cani, gatti, topi, ratti, e ben 150 specie e sottospecie diverse di conigli, continuavano a dare risultati negativi. Fu solo quando si arrivò al coniglio bianco neozelandese che si ottennero alcuni coniglietti deformi: dopo anni di prove e milioni di animali impiegati. Senonché gli sperimentatori ammonirono che le deformazioni potevano essere dovute alle dosi esagerate, somministrate per ottenere a tutti i costi qualche risultato positivo. Nel frattempo si era scoperto che oltre al danno ai feti, il farmaco aveva anche causato numerosi casi di nevrite periferica irreversibile negli adulti: altro inconveniente che le migliaia di prove animali non avevano rivelato, né prima né dopo. Per fortuna i danni del Talidomide erano quanto mai appariscenti. Se il Talidomide fosse anche cancerogeno — e nulla esclude che lo sia — la scienza medica se ne sarebbe accorta solo decine d'anni dopo, quando buona parte dell'umanità ne sarebbe stata danneggiata. E se il Talidomide — o altri nuovi farmaci — avesse la facoltà di procurare altresì, mettiamo, ritardo mentale? Nessun animale potrebbe rivelarcelo. Tuttavia, i laboratori ora sottopongono a presunte "prove teratogene" su animali i nuovi farmaci, solo per poter includere nei foglietti descrittivi che: «Studi su topi, ratti e conigli non hanno mostrato effetti teratogeni»: frase che non tardò a figurare sul fervorino del Valium Roche (Pharmacopea 1967, British Encyclopedia of Medical Practice, 2a ed.). Invece non è mai esistita alcuna possibilità di arrivare a garanzie in tale senso mediante prove animali, le quali possono solo dimostrare che un farmaco è innocuo per i feti delle specie su cui è stato provato; ma non significa che sia innocuo anche per l'uomo. E viceversa. Questa regola non conosce eccezioni. Recentemente il dott. Robert L. Brent del Jefferson Medical College dichiarò che «certi farmaci che hanno effetti teratogeni negli esseri umani in dosi terapeutiche, sono innocui per molti animali gravidi, laddove farmaci che sono innocui per le donne incinte hanno effetti teratogeni su diverse specie d'animali». (È il caso dell'aspirina, che fa nascere ratti focomelici.) Persistendo dunque sulla strada sbagliata, l'industria farmaceutica — anche per istigazione delle autorità sanitarie e complice la medicina ufficiale — continuava e continua tuttora a preparare nuove catastrofi farmacologiche. Le precedenti riflessioni vennero da me già pubblicate sul numero di ottobre 1973 di Animali e Natura. Ahimè!, mi trovo a essere facile profeta. Il Messaggero del 26-5-1975 portava la seguente notizia da Londra, sotto il titolo Gran Bretagna indignata per i farmaci dannosi ai neonati: «Clamorosa eco hanno suscitato in tutta l'Inghilterra le rivelazioni del Sunday Times, il giornale che ha posto sotto accusa due medicinali, Primodos e Amenorone forte, causa di gravissime malformazioni sul feto. Entrambi i medicinali, basati su sostanze ormonali, hanno sul nascituro gli stessi effetti del Talidomide. Migliaia di donne incinte ne fanno uso con conseguenze disastrose per i loro neonati». Ma insomma per quanto tempo ancora all'industria farmaceutica verrà concesso da parte dei vari governi e delle rispettive autorità sanitarie di continuare queste loro criminose attività? E per quanto tempo ancora le popolazioni mondiali rimarranno succube di una organizzazione medico-industriale che le sfrutta, speculando sulle loro sofferenze e — diciamolo pure — sulla loro ignoranza e la loro codardia? Tratto da: Imperatrice Nuda al capitolo "IL CASO DEL TALIDOMIDE" http://www.hansruesch.net/ articoli/ Imperatrice%20Nuda%20(1976).pdf Il pdf di Imperatrice Nuda scaricabile anche da questo link : http://www.dmi.unipg.it/ ~mamone/sci-dem/nuocontri_1/ ruesch_IN.pdf Capitoli di IMPERATRICE NUDA: http://www.facebook.com/ photo.php?fbid=508213929256458& set=a.508213905923127.10737418 42.469925656418619&type=3&src _________________________ vedi anche: http://www.hansruesch.net/ articoli/D&R.htm - http://www.hansruesch.net/ _________________________

E così anche era stato sperimentato su migliaia di animali il Talidomide
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Risultato: oltre 10.000 neonati deformi, con moncherini al posto delle braccia e delle gambe; metà nati morti, genitori colti da collasso, madri impazzite, qualcuna spinta all'infanticidio.
Nel processo penale intentato contro la Chemie Grünenthal, questa fu assolta dopo che una lunga fila di eminenti medici e biologi, tra cui il premio Nobel Ernst Boris Chain, testimoniarono sotto giuramento giuridico dell'inattendibilità della sperimentazione animale.
E così anche era stato sperimentato su migliaia di animali il Talidomide
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Risultato: oltre 10.000 neonati deformi, con moncherini al posto delle braccia e delle gambe; metà nati morti, genitori colti da collasso, madri impazzite, qualcuna spinta all'infanticidio.
Nel processo penale intentato contro la Chemie Grünenthal, questa fu assolta dopo che una lunga fila di eminenti medici e biologi, tra cui il premio Nobel Ernst Boris Chain, testimoniarono sotto giuramento giuridico dell'inattendibilità della sperimentazione animale.

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